Cos'è il regime forfettario

È il regime fiscale più semplice e conveniente per chi lavora in proprio in Italia, pensato per piccole partite IVA. Vediamo come funziona, senza tecnicismi.

Aggiornato alle regole 2026 · Lettura 4 minuti

L'idea di base

Nel regime ordinario paghi le tasse in modo complicato: tieni la contabilità di tutte le spese, scarichi l'IVA, applichi aliquote che crescono col reddito. Il regime forfettario semplifica tutto: non addebiti l'IVA ai clienti, non tieni la contabilità delle spese, e paghi un'unica imposta con una percentuale fissa.

Si chiama "forfettario" proprio perché le spese non si contano una per una: lo Stato presume "a forfait" che una certa percentuale del tuo fatturato siano costi, e ti tassa solo sul resto.

Chi può aderire

Possono usare il forfettario le persone fisiche con Partita IVA che rispettano alcuni requisiti, i principali:

Quanto si paga

L'imposta si chiama imposta sostitutiva perché sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP con un'unica aliquota:

Ma attenzione: questa percentuale non si applica su tutto il fatturato, bensì solo sul reddito imponibile calcolato col coefficiente di redditività. È il punto che confonde di più, e lo spieghiamo nella guida dedicata.

In sintesi: fatturato → si applica il coefficiente per trovare il reddito → si tolgono i contributi INPS → su quello che resta si paga il 5% o il 15%.

I vantaggi

Gli svantaggi da conoscere

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